“È la fine per i preti e per gli dei, se l’uomo diventa scientifico! – Morale: la scienza è il proibito in sé – solo essa è proibita. La scienza è il primo peccato, il germe di tutti i peccati”.
Friedrich Nietzsche
Che la scienza getti a volte gli umani sul fiume delle più recondite paure non v’è dubbio. Che la scienza indaghi il Tutto con un crescendo di modalità e saperi non v’è dubbio. Che esista ancora chi pensi di poterne fare a meno o chi auspichi di modificarne il suo corso impedendo, ostracizzando, biasimando lo vediamo di continuo.
Ma la modernità dona ragione agli scienziati, parte del mondo ha conquistato obiettivi tecnologici e igienici solo e soltanto grazie alla scienza. Secoli e secoli di testi sacri non hanno portato a nulla se non a rendere cieco l’essere umano, a impedirgli di esplorare con passione e curiosità il Reale.
Milioni e milioni di preghiere hanno illuso le masse e promesso velleità. Centinaia d’anni di geremiadi rituali non hanno migliorato il mondo, soltanto cento anni di sviluppo scientifico hanno mutato interamente l’esistenza ad alcune generazioni.
I problemi sono tanti, come è noto, e c’è moltissimo da fare, è tuttavia evidente che se fossimo convinti ancora dell’efficacia delle preghiere e della provvidenza saremmo nell’ignoranza più totale – dalle malattie all’alimentazione, dagli spostamenti con i mezzi al frigorifero -, colpiti da stupide superstizioni e ingannevoli leggende.
Lo sviluppo tecnologico, scientifico e culturale porta alla lenta morte delle religioni, che giungerà inesorabile.
Oggi i preti, le suore e i religiosi possono pensare di sopravvivere chiacchierando e invocando litanie, fra qualche tempo, in futuro, saranno visti come imbroglioni e giudicati negativamente con severità.
Le religioni non sono spiritualità oggi, ma illusorie teorie che uccidono la curiosità degli umani per conservare vecchi privilegi e che offendono l’intelligenza.
Il vero peccato è credere nel peccato.
Le gerarchie cattoliche si scagliano contro l’eutanasia, buffo, negli ultimi decenni la stanno vivendo sulla loro pelle e non se ne accorgono.
Forse.
"La scontentezza è il bisogno di fiducia in se stessi, è una malattia della volontà. Lamentati delle calamità se questo può aiutare chi soffre, altrimenti continua il tuo lavoro e il male comincia già a essere superato" Ralph Waldo Emerson
giovedì 10 luglio 2008
La fine di un'era credulona?
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1 Comment:
"L'unico fine della scienza è l'onore dello spirito umano"
Karl Gustav Jacob Jacobi
- che so che stimi, dal momento che fu il primo matematico ad applicare le funzioni ellittiche alla teoria dei numeri -
L'unico peccato è credere nel peccato.... L'incoscienza dei poveri di spirito...
Mattia da Roma
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